Dott. Serena Neri
  Psicoterapia Breve Strategica
 

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"Il vero viaggio di  scoperta non è vedere nuovi mondi ma cambiare occhi"
M.Proust



Come funziona  

La terapia Breve Strategica rappresenta un intervento terapeutico “breve” in quanto prevede lo sblocco della patologia entro le venti sedute. Tale modello di terapia si occcupa, da una parte, di eliminare i sintomi o i comportamenti disfunzionali per i quali la persona è venuta in terapia e dall'altra di produrre un cambiamento delle modalità attraverso le quali questa percepisce e  interagisce con se stessa, con gli altri e con il mondo.

Sin dal primo incontro il terapeuta stabilisce un accordo secondo il quale il paziente si impegna ad eseguire tra una seduta e l'altra semplici compiti che verrano indicati dal terapeuta stesso di volta in volta. Tali compiti possono riguardare cose da fare o da pensare. Variano a seconda del tipo di problema presentato dal paziente.
La loro funzione è principalmente quella di guidare "strategicamente" (ovvero tenendo sempre presente l'obiettivo che si vuol raggiungere con la terapia)  la persona che si è rivolta al terapeuta verso quella che tecnicamente si chiama "esperienza emozionale correttiva". Questa rappresenta quella situazione in cui il paziente sperimenterà per la prima volta la sua capacità di reagire in modo diverso e più funzionale a ciò che fino a quel momento ha sempre percepito come minaccioso e invalidante.
Un intervento strategico deve produrre risultati già a partire dalle prime sedute. Se questo non avviene, il terapeuta è comunque in grado di modificare la propria strategia sulla base delle risposte date dal paziente fino a trovare quella idonea a guidare la persona verso il cambiamento.

Con una Terapia Breve Strategica non si cerca di risolvere il problema andando a ricercare la causa di questo in un passato più o meno remoto. Fare questo, chiaramente, richiederebbe non solo molto tempo ma non assicurerebbe neanche la soluzione in quanto vorrebbe dire andare ad analizzare situazioni, eventi ed episodi che comunque sono già accaduti e che ora, nel presente, potrebbero essere solo raccontati e interpretati. Il passato è una realtà su cui non possiamo più intervenire proprio perchè ormai è solo nei nostri ricordi. Il presente invece rimane l'unica realtà che ognuno di noi può realmente controllare, modificare. E' agendo attivamente nel presente che  possiamo "verificare" se certi comportamenti sono funzionali al nostro benessere oppure no, imparando ad osservare gli effetti che le nostre azioni hanno sulla realtà esterna nonchè su noi stessi e sulle altre persone ed eventualmente sostituirli con altri più funzionali.
 
E' proprio questo ciò che interessa ad un terapeuta strategico: la "funzionalità" o la "disfunzionalità" del comportamento delle persone e del loro modo di rapportarsi con la propria realtà.
Quando ci troviamo di fronte ad una difficoltà (personale, relazionale o professionale) la prima cosa che ci viene da fare per risolverla è adottare una strategia che ci sembra efficace magari perchè in passato ha già funzionato oppure semplicemente perchè ci sembra la cosa più ragionevole da fare. Se questa funziona il problema si risolve velocemente e noi torniamo a stare bene. A volte però capita che la strategia adottata non funzioni e tuttavia noi, certi che sia la soluzione più ovvia, più logica oppure l'unica possibile, ci ostiniamo ad applicarla. Allora di solito succede che più applichiamo questa strategia più la difficoltà iniziale sembra non solo non risolversi ma addirittura complicarsi, arrivando a trasformarsi in un vero e proprio problema.

Quando succede questo possiamo osservare che sono proprio gli sforzi che la persona compie con l'intento di migliorare la situazione che in realtà contribuiscono a mantenerla immutata.
E' per questo che, da un punto di vista strategico, per cambiare una situazione problematica non serve andare a cercare le cause originarie ma al contrario, è necessario lavorare su come questa  si mantiene nel presente grazie  alla ripetizione dei tentativi di soluzione (non funzionali) messi in atto dalla persona per risolverla. Tecnicamente si parla di tentate soluzioni. Ovvero i tentativi adottati da una persona o da chi le sta vicino di risolvere una situazione difficile che, pur dimostrandosi non funzionali  vengono comunque ripetuti andando a complicare invece che risolvere il problema.

Le tentate soluzioni rappresenteno un vero riduttore di complessità. Ovvero sono proprio ciò su cui, fin dall'inizio si focalizza l'attenzione del terapeuta il quale cerca di rompere il circolo vizioso che si è venuto a stabilire tra  tentate soluzioni e persistenza del problema lavorando su come funziona  il problema piuttosto sul perchè esiste, sulla rcerca delle soluzioni piuttosto che sulla ricerca delle cause.



 

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