Disturbi legati a Ossessioni e Compulsioni

"Non aspettare il momento opportuno: crealo"
G.B. Shaw

Dal 2006 svolgo attività di Psicoterapia per il trattamento delle seguenti problematiche psicologiche:

Le ossessioni mentali e il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)

Il DISTURBO OSSESSIVO si manifesta con la presenza di pensieri, immagini, parole, frasi intrusive e ricorrenti che si affacciano nella mente e che una persona, pur provandoci, non riesce a togliere. Tali pensieri condizionano la vita di chi li prova fino a impedirle di svolgere le semplici attività quotidiane. La tentata soluzione principale messa in atto in questo caso è quella di cercare di combattere tali pensieri, ignorarli, sopprimerli. Ma tutto questo senza successo perché più cerco di non pensare a qualcosa più in realtà ci penso e così più combatto certi pensieri più li alimento.

Il DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO riguarda il bisogno irrefrenabile che una persona può avere di mettere in atto comportamenti ripetitivi per salvarsi da una paura o per assecondare un piacere. Nel caso in cui alla base ci sia una paura i comportamenti che la persona deve metter in atto possono essere azioni (comportamenti visibili) o pensieri (formule mentali, parole, immagini) i quali danno la momentanea illusione di avere il controllo della realtà e di riuscire a sedare la paura riguardante qualcosa che è accaduto o qualcosa che potrebbe accadere.
Tutto questo però, ripetuto tante volte si trasforma in una trappola micidiale perché se all’inizio il rito che viene messo in atto rassicura, esercitato troppo diventa qualcosa che non si riesce più a smettere di fare. Quindi qualcosa che inizialmente sembra ragionevole ad un certo punto diventa del tutto irragionevole. Ad esempio è sano lavarsi dopo essersi sporcati ma non è sano ripeterlo tantissime volte per il dubbio di non essersi lavati bene. Altre tentate soluzioni presenti nel disturbo ossessivo compulsivo, insieme ai rituali sono gli evita menti di certe situazioni e le richieste di rassicurazioni alle persone che circondano.
Le persone con questo disturbo tendono ad evitare tutto ciò che le spaventa a da cui devono difendersi; cercano inoltre, rassicurazioni da parte delle persone che le circondano. Queste due tentate soluzioni, unite alla ripetizione dei rituali alimentano e mantengono il disturbo.

Nello specifico, i rituali, nel disturbo ossessivo compulsivo vengono compiuti con lo scopo di:
Prevenire che accada qualcosa di cui la persona ha paura(es. ordinare la casa in modo che nulla sfugga al proprio controllo; analizzare tutte le variabili e le possibilità di errore prima di svolgere un compito; ricontrollare più volte di aver chiuso fornelli e gas). In questo caso prima di fare qualcosa la persona deve compiere azioni un certo numero di volte o in una certa sequenza o recitare formule altrimenti non potrà fare quella cosa.

Riparare a qualcosa che è accaduto. In questo caso i rituali sono orientati al passato. Quindi la persona, dopo che ha fatto qualcosa deve riparare. Ad es deve lavarsi le mani tante volte dopo aver toccato qualcosa ritenuto sporco evitando così di contaminare ciò che è pulito; deve pregare per espiare una colpa e farsi perdonare)

Propiziare che qualcosa vada bene. In questi casi i rituali vengono compiuti in modo propiziatorio ad es posso dire una certa preghiera la mattina per propiziare che la giornata vada bene; eseguo un certo rituale o metto un certo vestito per propiziare che un esame vada bene….)

La logica del disturbo ossessivo compulsivo è che ciò è corretto e sano diviene, attraverso una ripetizione esasperata, irrazionale. Caratteristica principale delle persone che presentano questo disturbo è che si rendono perfettamente conto dell’assurdità delle azioni che sono costrette a compiere ma nonostante questo non riescono ad evitare di metterle in atto fino a diventare ostaggio di questi stessi rituali che non possono più smettere di ripetere.

Esistono anche, come detto sopra, compulsioni basate sul piacere: in questo caso la persona è spinta a mettere in atto un comportamento perché fa provare sensazioni piacevoli. Queste possono anche essere chiamate manie. Ad esempio strapparsi i capelli può diventare una piacevole mania che certe persone compiono ripetutamente, senza riuscire a smettere soprattutto quando si rilassano ad esempio davanti alla televisione, prima di dormire.

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